giovedì 17 giugno 2010

La metodologia progettuale e la creatività di Munari


Nella sua intensa carriera Munari ha indagato varie tematiche legate all’arte, alla didattica, alla metodologia progettuale e alla creatività. In “Da cosa nasce cosa” Munari ci riassume la sua idea sul metodo progettuale, visto da lui come una serie di operazioni necessarie e disposte in un ordine logico dettato dall’esperienza.
“Da cosa nasce cosa”, pubblicato agli inizi degli anni ’80 da Laterza, appare ai lettori del 2010 appare un testo utile, ricco di spunti e riflessioni originali da cui trarre insegnamento per affrontare il mestiere del “progettare” perché “progettare è facile quando si sa come si fa“. Con leggerezza incantata Munari fa scoprire ai propri lettori che saper progettare non è dote esclusiva e innata di pochi: c'è in ognuno di noi una creatività che Munari, attraverso le pagine del suo libro aiuta a sviluppare e a mettere in luce.
Il titolo del libro è già di per sé è un indovinello: o si spiega come nascono le cose, o ci si chiede come nascono le cose, o infine si segnala il moltiplicarsi delle cose. Frutto della raccolta di tante considerazioni del designer, “Da cosa nasce cosa” è un capolavoro di chiarezza, di sintesi, e di efficacia, ed è allo stesso tempo un libro piacevole da leggersi e professionalmente valido, che introduce al design sia uno studente di architettura sia una persona qualunque.
La struttura del libro e l'impaginazione, volutamente larga per consentire una lettura rilassata, nascono dall'intento didattico; sono introdotti argomenti progettuali di tutti i tipi tesi a dimostrare che il design non ha a che fare solo con l'arredamento. L’autore elenca i principali ambiti d’interesse, e impiega diverse pagine solo per farne i nomi, partendo dall'abbigliamento per arrivare ai luna park, ai campeggi, agli imballaggi, alla grafica, alle risorse per le persone anziane. Si sofferma, con una particolare abilità nell'usare gli esempi, a descrivere l'iter progettuale che parte da un problema e giunge a una soluzione attraverso numerose e non scontate tappe.
Il libro “Da cosa nasce cosa” è un libro senza tempo, nato per spiegare come si creano oggetti di design, ma la cui metodologia è applicabile a qualsiasi settore che preveda il passaggio da una necessità astratta a una soluzione concreta, da un’idea alla sua implementazione. Un libro divertente e pratico, semplice e intelligente per tenere in allenamento la mente.
Munari scrive che lo scopo del metodo progettuale è giungere al massimo risultato col minimo sforzo e l’importante è capire come procedere nel progetto e che le operazioni siano fatte seguendo l’ordine dettato dall’esperienza. Bisogna progettare con metodo basandosi su un’esperienza documentata, occorre fare uno studio preliminare diviso in svariati passi. Quindi occorre ricercare e osservare delle regole e da tutto questo scaturirà la creatività dell’artista.
Il metodo progettuale non è qualcosa di assoluto e di definitivo, è qualcosa di modificabile se si trovano altri valori oggettivi che migliorano il processo. Secondo Munari le regole del metodo non bloccano la personalità del progettista, ma lo stimolano a scoprire qualcosa che, eventualmente, potrà essere utile anche agli altri. La progettazione non necessita di un'ispirazione sventata ed irrazionale, ma di intelligenza, curiosità e amore per ciò che ci si accinge a fare.
Il vero oggetto di design è fatto di ingredienti precisi, ben calibrati, eseguiti secondo un programma lineare. In Munari è primario l’aspetto etico della progettazione rivolto alla negazione dello spreco e all'attenzione verso gli aspetti sociali, e verso i fruitori. Inoltre Munari descrive nella loro genesi e nella loro realizzazione alcuni suoi progetti come il simpatico “Abitacolo”, una struttura metallica di tondini e ganci che serve da letto, tavolo, libreria e molte altre cose nella camera di un ragazzo, e i libri illeggibili nati per sperimentare il messaggio trasmesso da un oggetto privato della sua funzione.

Per Munari la creatività, l'atto stesso di inventare qualcosa che prima non c'era, non è un puro frutto della fantasia, non deriva dal gesto libero ed in qualche modo insensato dell'artista romantico, ma è il risultato di un processo di analisi in cui ogni elemento del problema da affrontare viene sviscerato per coglierne ciascun aspetto, positivo e negativo per poi ricomporlo in una sintesi superiore. Il talento, la fantasia si coltivano attraverso l'esperienza.
Munari, attraverso le sue parole e le sue opere, ci dice di lasciarci sorprendere dagli oggetti che ci circondano naturali ed artificiali e Da cosa nasce cosa rappresenta un'autentica lezione universale, non soltanto di design.

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